Il Coordinamento Lingue Regionali e Diritti linguistici (CLIRD) presenta:
la lingua siciliana.
L'Accademia della Lingua Siciliana è un’ente associativo culturale dedicato allo studio, alla tutela e alla promozione del siciliano. L'iniziativa associativa parte dal basso, in rete, nel 2016 e, in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, il 21 febbraio del 2017 ne viene comunicata la nascita. Oggi l'Accademia della Lingua Siciliana è un punto di riferimento per chiunque si occupi di siciliano e ne abbia a cuore le sorti. E' composta da un Consiglio Direttivo, espressione dell'Assemblea dei Soci, e di un Collegio Scientifico, composto da professori universitari e scrittori di primo livello. L'Accademia è membro di AUCLIS, la confederazione di associazioni che operano per la lingua e la cultura siciliane.
La lingua siciliana: un incontro di civiltà.
La lingua siciliana (codice ISO scn; meridionale estremo) è una delle lingue romanze più affascinanti d’Europa. Si parla in Sicilia, nella Calabria centro-meridionale (calabrese), nella parte meridionale della Puglia (salentino) e nelle comunità di emigrati e discendenti sparse per il mondo. La sua storia è un mosaico di incontri: greci, arabi, normanni, catalani, spagnoli hanno lasciato tracce profonde nel suo lessico e nei suoi suoni, rendendola una lingua ricchissima e unica.
Il siciliano ha una prestigiosa tradizione letteraria che risale al XIII secolo quando Federico II, nella sua corte, diede vita alla Scuola Poetica Siciliana, primo esempio in Italia di uso sistematico di un volgare come lingua di cultura.
Da allora non si è più smesso di scrivere in siciliano, la cui letteratura vanta opere come “La Sicilia Liberata” di Giuseppe Fedele Vitale, di 30.000 versi rimati (più del doppio della dantesca Divina Commedia), e autori conosciuti anche oltre i confini siciliani, come, tra gli altri, Antonio Veneziano, Giovanni Meli, Nino Martoglio, Ignazio Buttitta e il Nobel Luigi Pirandello.
Nonostante siano mancate politiche di valorizzazione da parte dello Stato, oggi il siciliano continua a essere parlato, simbolo forte dell’identità dell’isola. La lingua vive anche oltre oceano: la Sicilia ha una diaspora molto ampia (Stati Uniti, Argentina, Australia etc.). Dall'incontro tra siciliano e inglese è nato un fenomeno linguistico curioso e divertente: il “Siculish”, un misto di parole siciliane e inglesi usato dagli emigrati e dalle loro comunità.
L’Accademia della Lingua Siciliana organizza periodicamente, anche in collaborazione con altre associazioni, corsi di lingua siciliana in presenza e online, rivolti a diverse tipologie di utenti.
L’Accademia della Lingua Siciliana offre un servizio di consulenza gratuita a chiunque desideri o abbia necessità di scrivere in siciliano. È inoltre possibile richiedere il Patrocinio Culturale per la pubblicazione delle proprie opere.
Importante convegno organizzato nel 2024 dalla confederazione di associazioni AUCLIS, di cui l'Accademia della Lingua Siciliana è parte integrante, e che ha sancito l'affermazione di un approccio moderno alla tematica delle lingue regionali e alla loro tutela.
Una letteratura con una storia ininterrotta di almeno otto secoli
La storia della letteratura in lingua siciliana comincia — per quanto è dato sapere dalle fonti giunte sino a noi — con la Scuola Poetica Siciliana, sorta alla corte di Federico II intorno al 1225. Da allora, ininterrottamente, essa si è sviluppata sino ai giorni nostri.
Tra i nomi più importanti di autori in lingua siciliana ricordiamo: Giacomo da Lentini (inventore del sonetto), Antonio Veneziano, Domenico Tempio, Giovanni Meli, Nino Martoglio, Luigi Pirandello, Ignazio Buttitta.
La koinè letteraria: il siciliano comune usato dagli scrittori colti
Come ogni lingua, anche quella siciliana ha le sue varietà, perfettamente intercomprensibili. A livello letterario, invece, pur non essendo una lingua standardizzata, per tradizione presenta una grande omogeneità, come affermano i più grandi dialettologi e filologi che la hanno studiata. Gherard Rohlfs, nella introduzione al suo "Supplemento ai vocabolari siciliani" (1977), menziona il "sicliano comune (koinè siciliana)" e Giovanni Ruffino, in "Introduzione allo studio della Sicilia linguistica" (CSFLS, 2018), afferma "Un poeta catanese scrive più o meno come un poeta agrigentino o palermitano" (pag. 10) e ancora "Chiunque si sia occupato di siciliano scritto, antico e moderno, ne avrà senza dubbio constatato la sostanziale uniformità" (pag. 41).
"La Sicilia Liberata": un poema immenso
Sono numerose le produzioni letterarie in lingua siciliana di un certo spessore, anche nel senso non metaforico. Ma nessuna è così immensa come "La Sicilia Liberata", poema eroico di Giuseppe Fedele Vitale, autore del '700, che racconta l'epopea dei cavalieri normanni che liberarono la Sicilia dai musulmani, restituendola alla cristianità. L'opera del Vitale si compone di ben trentamila versi, tutti endecasillabi scritti in ottava rima. Per capire quanto sia mastodontica l’opera, racchiusa in cinque volumi, basta compararla: l’Eneide ha meno di 10.000 versi; la Divina Commedia ne ha circa 14.000. Lo stile è quello tipico del poema epico, e il testo è ricco di riferimenti storici, mitologici e religiosi. Un'opera da conoscere.
Una ricca produzione lessicografica siciliana
La lingua siciliana vanta una lunga tradizione lessicografica. Dopo il Declarus (1348) di Angelo Senisio, glossario latino con alcuni riferimenti al siciliano, il primo vero dizionario è il Vallilium di Nicolò Valla (1500), seppur limitato (1.300 lemmi). Più ampio è lo Scobar, Siciliano‑Latino (1519) e Latino‑Siciliano (1520), con circa 3.000 voci. Tra ’600 e primo ’700 compaiono vari dizionari manoscritti, come quello dello Spadafora e La crusca di la Trinacria del Malatesta (1706). Nel Settecento vengono pubblicati i dizionari Del Bono (1751‑1754), Vinci (1759) e quello del Pasqualino (1785‑1795). Nell’Ottocento, Rosario Rocca pubblica un Siciliano‑Italiano (1839), basato sul Pasqualino. Nel 1844 Mortillaro completa il suo dizionario, arricchito di molte voci nuove: rimane ancora oggi il miglior Siciliano‑Italiano, non superato da Biundi (1851), Traina (1868), Macaluso Storaci (1875) e Nicotra D’Urso (1914). Tra i più recenti Italiano‑Siciliano, spicca Il Ventaglio di Salvatore Camilleri (1998) per il gran numero di lemmi.
Nel suo Manifesto fondativo, l’Accademia volle includere fin da allora alcune indicazioni semplici ma indispensabili per quanti iniziavano a usare il siciliano sui social media e non avevano familiarità con la sua scrittura. Per evitare gli strafalcioni più grossolani, emanò questi primi sei “consigli” ortografici, illustrati nel video.
Nel 2016 il professore Alfonso Campisi - docente di Filologia Italiana e Romanza, nonché Coordinatore del Collegio Scientifico dell'Accademia - istituì la prima cattedra al mondo di Lingua e Cultura Siciliana all'Università La Manouba di Tunisi. Da allora numerosi studenti scelgono questa materia per il loro corso di studi.
La prima donna che si dilettò a comporre rime in un volgare di area oggi italiana fu una siciliana.
Nina Siciliana – conosciuta anche come Nina da Messina o, ancora, "Monna Nina"- fu una poetessa in lingua siciliana di fine ‘200 che rimane quasi completamente avvolta nel mistero.
"La Nostra Grammatica Siciliana" di Vito Lumia (2010) è una delle migliori grammatiche disponibili e l’unica interamente redatta in lingua siciliana. È possibile richiederne gratuitamente la versione digitale inviando una mail all’Accademia.
Il Dizionario Siciliano-Italiano di Vincenzo Mortillaro è un caposaldo della lessicografia siciliana: l'ultima edizione a cura dell'autore risale al 1876, ma il suo valore è ancora oggi sorprendentemente attuale. L’Accademia ne offre una copia in PDF, disponibile gratuitamente su richiesta.
La Storia di li Nurmanni 'n Sicilia di Antonio Palomes (Palermu, Stamparia di li frati Puglisi, 1882) è un libro interamente scritto in lingua siciliana. Ne consigliamo la lettura per la qualità della lingua e, soprattutto, per la ricchezza del lessico: vi si trovano numerosi termini registrati nei dizionari, ma spesso poco noti. Si può richiedere il primo volume in pdf, inviando una mail all’Accademia.
Sono disponibili vari strumenti per imparare il siciliano. Per chi ha poco tempo, consigliamo il gruppo WhatsApp in sola lettura “Nsignàmuni lu Sicilianu passu passu”, che offre brevi approfondimenti linguistici e culturali con una frequenza limitata, così da permettere a tutti di seguire e assimilare i contenuti con calma.
Altro strumento didattico è la rivista "Amuninni!" - ideata e realizzata da Gaetano Mocciaro - che, nella versione consultabile online, presenta testi in siciliano con traduzione in italiano, inglese, francese e spagnolo, con audio e test di comprensione.
Stupor Mundi nasce nel 2014 come telegiornale in lingua siciliana e si trasforma negli anni come programma culturale in lingua siciliana. E' trasmesso da TVM sul digitale terrestre. Spesso promuove artisti e brani di musica di tutti i generi in lingua siciliana. Qui una playlist di brani musicali in siciliano.
Podcast in lingua siciliana o sulla lingua e cultura siciliana: ultimamente ne sono sorti alcuni.
Siciliano Doc è un podcast dedicato alla lingua siciliana, ideato e prodotto da Nino Barone.
Il podcast Si raccunta, invece, è dedicato alle fiabe e ai racconti popolari siciliani. E' ideato e interpretato da Miriam Mangiarotti, e registrato e prodotto da Dario Castiglione.i raccunta è un podcast ideato e interpretato da Miriam Mangiarotti, registrato e prodotto da Dario Castiglione.